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Olivicoltura, per la gestione della “mosca” una rete di strategie di difesa sostenibili

Oggi ad Arco l’incontro tecnico con le regioni produttive del Nord Italia e della Slovenia

Publication date: Thursday 19 February 2026

COMUNICATO STAMPA

Oltre 150 produttori hanno preso parte oggi ad Arco, presso l’Auditorium dell’oratorio e in diretta streaming sul canale youtube della Fondazione Mach, alla sesta edizione della Giornata tecnica olivicoltura.
L’incontro ha messo a confronto le regioni produttive del Nord Est italiano e della Slovenia sulla annata olivicola appena conclusa e sulle prospettive per il 2026, con un focus sulle strategie adottate nella difesa dalla mosca dell’olivo, con gli interventi di FEM, dell’Università degli Studi di Trento, del CREA, dell'ERSA Friuli Venezia Giulia, dell'Istituto Agrario e Forestale di Nova Gorica, della Regione Liguria.
Ha aperto l’evento Maurizio Bottura, sostituto direttore generale e dirigente del Centro Trasferimento Tecnologico della FEM e ha moderato Lanfranco Conte, presidente di Sissg, la Società Italiana per lo Studio delle Sostanze Grasse. I temi al centro della giornata sono stati la valenza economica e paesaggistica dell’olivo nell’Alto Garda trentino, la gestione della mosca dell'olivo, il contenimento delle avversità nel 2026, la valutazione dello stato nutrizionale degli oliveti liguri mediante analisi fogliari.
Spazio  alla biologia e al contenimento della mosca olearia nell’annata 2025 con Veronica Vizzarri del CREA - Centro di Ricerca per l'Olivicoltura, Frutticoltura, Agrumicoltura sede di Rende (CS) - che ha illustrato il ciclo del dittero, insetto chiave per questa coltura, e l’annata olivicola 2025 nel Centro Nord Italia, presentando altresì i risultati positivi di una gestione integrata dei mezzi di controllo, come evidenziato anche da una ricerca effettuata dal CREA per contrastare la mosca dell’olivo in agricoltura biologica mediante l’impiego di polveri di roccia e un’esca moschicida.
Un altro intervento ha riguardato l’impiego di deterrenti per la gestione della mosca olearia. Gianluca Gori dell’ERSA Agenzia regionale per lo sviluppo rurale - Friuli Venezia Giulia ha spiegato che le polveri di roccia in generale rivestono un ruolo importante in strategie preventive con lo scopo di dissuadere la femmina di mosca dal deporre le uova. Dal 2016 ERSA ha effettuato una serie di prove sperimentali per valutare l’effetto di trattamenti con caolino e silicati su Bianchera, varietà particolarmente sensibile a Bactrocera oleae, con lo scopo di individuare le quantità ottimali di prodotto e il numero di interventi necessari (anche tenuto conto delle condizioni di piovosità locali), l’efficacia reale sul contenimento dei danni del dittero e l’effetto sulla produttività generale delle piante.
Di contenimento delle avversità dell’olivo nel 2026 ne ha parlato Michele Morten del Centro Trasferimento Tecnologico FEM. “Nell'olivicoltura trentina - ha spiegato il tecnico - le malattie fungine si possono gestire prevalentemente con buone pratiche agronomiche, i fitofagi come la mosca dell'olivo e la cimice asiatica richiedono strategie più complesse. La mosca, favorita da climi miti e annate di scarsa produzione, si gestisce con un approccio preventivo, collettivo e tempestivo, basato su monitoraggio, catture di massa e impiego di prodotti repellenti e di contenimento”. La cimice asiatica, dannosa tra l’allegagione e l’indurimento del nocciolo, viene contenuta con deterrenti minerali e interventi insetticidi solo se necessari. Questo scenario impone all'olivicoltore un cambio di mentalità verso una gestione dei fitofagi moderna, consapevole e orientata alla sostenibilità dell'intero agroecosistema.
“La mosca dell'olivo rappresenta il parassita più importante per l’olivicoltura” ha evidenziato Marko Devetak dell’Istituto Agrario e Forestale di Nova Gorica, che ha parlato di modelli previsionali in grado di determinare la presenza dei singoli stadi del parassita. Il modello previsionale integrato nel Portale Agrometeorologico Sloveno consentirà di identificare meglio lo sviluppo delle generazioni estive del dittero e applicare una difesa della mosca olearia più accurata.
Spazio poi alla valutazione dello stato nutrizionale degli oliveti liguri mediante analisi fogliari secondo Federico Grillo del settore Servizi alle imprese agricole e florovivaismo - Regione Liguria, che ha parlato di un progetto di durata quadriennale, attuato su tutto il territorio ligure e in particolare nei 120 oliveti che costituiscono la rete di monitoraggio regionale. Sono stati presentati gli aspetti legati allo stato nutrizionale delle piante, valutandoli mediante analisi fogliari e illustrati i risultati del primo anno del progetto, dai quali emergono alcuni aspetti interessanti relativi a disponibilità o carenze di macro e microelementi, come per esempio il boro, importante per la fioritura e l’allegagione, che risulta carente in un’elevata percentuale dei campioni analizzati. Infine, Sandra Notaro dell’Università degli Studi di Trento ha parlato della valenza economica e paesaggistica dell’olivo nell’Alto Garda trentino, sottolineando come in questo areale l’olivicoltura rappresenti un elemento identitario del paesaggio gardesano che genera valore ambientale, paesaggistico, culturale e turistico per l’intero territorio.

(sc)

Fotoservizio e Filmato Ufficio Stampa
Michele Morten FEM

Link cartella stampa
https://drive.google.com/drive/folders/1k25f4zhP7BOUGw7uHs7VJSp3A42rUmh2 

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 Sintesi tecniche 

Image: giornata olivo
Image: giornata olivo -Conte
Image: la mosca dell'olivo
Image: olivo

Ulteriori informazioni

Licenza d'uso
Creative Commons CC0 1.0 Universal - Public Domain Dedication (CC0 1.0)

Last modified:Thursday 19 February 2026

Tipologia di contenuto

Comunicato stampa