Follow us
Search

Agricoltura in sicurezza, la "ricetta" delle buone pratiche

Publication date: Friday 14 June 2013

(s.c.) Dal primo giugno è obbligatorio, anche per le aziende agricole, predisporre il documento valutazione dei rischi, una sorta di fotografia della sicurezza, dei rischi e delle misure utili a eliminarli o ridurli. Inoltre, da quest'anno, la legge impone anche l'abilitazione all'uso di trattori, carri raccolta e altre attrezzature, e serve una formazione specifica per intervenire anche all'interno di spazi confinati come silos e cisterne.Per gettare luce sulle nuove normative applicate in particolare ai settori agricolo e vitivinicolo, l'Associazione professionale italiana ambiente e sicurezza (AIAS) e Fondazione Mach hanno organizzato un seminario che si è svolto oggi, a San Michele, intitolato “Salute e sicurezza sul lavoro nei settori agricolo e vitivinicolo”.Dall'andamento degli infortuni e delle malattie professionali in agricoltura all'attività di vigilanza e prevenzione, dalla sicurezza sul lavoro alla proposta di uno specifico programma di formazione. Sono i principali temi affrontati oggi per fornire agli operatori interessati alcuni elementi normativi, tecnici ed organizzativi, utili per prevenire infortuni e malattie professionali nei settori di riferimento.L'associazione AIAS, come hanno spiegato il coordinatore regionale Franco Mugliari e il segretario nazionale Giuseppe Paolo Bastianutti- conta oggi 5 mila iscritti associazione. Costituita nel 1975 è presente sul territorio nazionale con 20 sedi regionali e 100 sedi provinciali, e si articola in 15 specifiche associazioni professionali per la prevenzione. Il direttore generale della Fondazione Mach, Mauro Fezzi, ha sottolineato il ruolo dell'ente nel diffondere all'interno del mondo agricolo trentino la cultura della sicurezza. “Il percorso è ancora lungo -ha detto- e lo sforzo è cercare di far sì che le aziende agricole possano adeguarsi velocemente alla normativa per ridurre gli infortuni e l'incidenza delle malattie professionali. E' intervenuto poi Fabrizio Benvenuti della Fondazione Mach che con l'Unità Consulenza qualità , sicurezza e certificazioni, presso il Centro Trasferimento Tecnologico, fornisce ed attiva, in collaborazione con le diverse Organizzazioni dei Produttori, percorsi specifici di formazione ed aggiornamento sui temi della salute e della sicurezza nelle aziende agricole. Stefania Marconi, direttrice provinciale dell'Inail Trentino ha parlato dei dati infortunistici in agricoltura e ha messo a disposizione dei partecipanti due pubblicazioni Inail in tema di rischi e prevenzione. Dario Uber dell'Uopsal ha illustrato l'attività di vigilanza e prevenzione nel settore agroalimentare in Trentino mentre Giuseppe Paolo Bastianutti, segretario nazionale di Aias, è intervenuto sul'igiene e la sicurezza nei luoghi di lavoro in agricoltura e nelle aziende vitivinicole, evidenziando le criticità individuate in questo settore tenendo conto del progresso tecnologico e parlando anche della sicurezza delle macchine e delle attrezzature di lavoro. Giuseppe Sciarretta, consigliere nazionale di Aias nonchà© coordinatore di Aias Molise, ha spiegato che un significativo numero di gravi infortuni sul lavoro si verifica in luoghi confinati in cui sono presenti, o si formano accidentalmente, atmosfere pericolose: asfissianti, tossiche, infiammabili o esplosive. “Il problema - ha spiegato- ha assunto una dimensione inaccettabile anche in relazione all'attuale politica di prevenzione che pone come obiettivo la progressiva riduzione dei rischi attraverso la loro valutazione e la conseguente adozione di misure di sicurezza”.Thomas Turrisi, segretario regionale di Aias, ha evidenziato che le attività lavorative svolte all'interno di spazi confinati o di luoghi inquinati presentano un alto livello di rischio per i lavoratori ed ha illustrato un modello originale di percorso formativo per gli operatori. A conferma di ciò, i dati INAIL mostrano come in Italia, tra il 2005 ed il 2010, negli ambienti confinati siano avvenuti 29 incidenti che hanno provocato ben 43 morti sul lavoro. “L'analisi delle cause e delle dinamiche di tali incidenti evidenzia, in maniera inequivocabile, -spiega Turrisi- la scarsa consapevolezza del rischio da parte delle persone coinvolte, associata generalmente all'insufficiente conoscenza dei fenomeni e delle possibili misure di prevenzione e protezione, nonchà© all'incapacità di mettere in atto appropriate procedure di intervento in caso di emergenza”. E tale carenza si manifesta prevalentemente nell'ambito delle micro e piccole realtà imprenditoriali e riguarda in primo luogo i lavoratori, ma si estende anche ai datori di lavoro, talvolta fino all'estrema conseguenza di trovare loro stessi tra le vittime degli infortuni. Per questo è stato recentemente approvato il d.p.r. 177/2011: “Regolamento recante norme per la qualificazione delle imprese e dei lavoratori autonomi operanti in ambienti sospetti di inquinati”, dove, tra i vari requisiti, viene posta particolare attenzione agli obblighi di informazione, formazione ed addestramento dei lavoratori che intendono operare all'interno di detti ambienti. Fotoservizio e filmato a cura dell'Ufficio stampa (Scudela film) cs aias2 Application/msword - (153,00 kB)

Ulteriori informazioni

Licenza d'uso
Creative Commons CC0 1.0 Universal - Public Domain Dedication (CC0 1.0)

Last modified:Tuesday 06 June 2023

Tipologia di contenuto

Comunicato stampa