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Lotta alla contraffazione alimentare, la Cina chiama FEM

Publication date: Tuesday 15 April 2014

(s.c.) La Fondazione Edmund Mach di San Michele ha rappresentato l'Italia, a Pechino, alla tavola rotonda organizzata recentemente nell'ambito di EU-China Trade Project per discutere dei temi della tracciabilità , della sicurezza alimentare e dei possibili vincoli normativi alla libera commercializzazione del vino e dei distillati tra Unione Europea e Cina.L'Istituto di San Michele vanta, infatti, una riconosciuta eccellenza a livello internazionale nello sviluppo e validazione di procedure per la caratterizzazione compositiva e la tracciabilità dell'origine botanica e geografica di molti prodotti alimentari, tra cui appunto vino e distillati. Ai partner asiaticioffrirà supporto nell'attività di repressione della contraffazione localedelle merci importate,riducendo in questo modo ogni rischio di future limitazioni all'esportazione e libera commercializzazione dei nostri prodotti autentici.Il progetto ha rappresentato inoltre un'utile piattaforma per permettere ad esperti tecnici cinesi di visitare nei mesi scorsi la Fondazione ed approfondire la conoscenza di questo complesso settore produttivo nazionale.Sultema della tuteladi queste importanti produzioni tradizionali europeesono intervenuti esperti del settore di entrambe le delegazioni. Per l'Italia era presente RobertoLarcher, responsabile dei laboratori enologici del Centro Trasferimento Tecnologico della Fondazione Mach, cui è stato chiesto di fornire un quadro delle più avanzate metodologie analitiche oggi applicabili al controllo compositivo e alla regolazione commerciale di un settore economicamente così cruciale.“Iltema è oggi assai scottante nelle relazioni tra il Vecchio Continente ela Cina, paese in forte espansione nel consumo di questi prodotti -spiega Roberto Larcher-. Prioritaria ancora oggi è la ricerca di strategie condivise per l'armonizzazione delle normative tecniche e legali che regolano la produzione e la commercializzazione di questi prodotti agricoli”. Larcher spiega che appare fondamentalein questo momento fornireai partner asiaticiogni supporto nell'attività di repressione della contraffazione localedelle merci importate,riducendo in questo modo ogni rischio di future limitazioni all'esportazione e libera commercializzazione dei nostri prodotti autentici.Tale pratica, che trova ancora grandi opportunità illegaliin un paese ancora tendenzialmente inesperto rispetto al consumo di queste bevande,determina un bilancio assai pesante sia in termini di perdita economica, che di potenziale impatto negativo sulla salute dei consumatori, spesso a causa della scarsa salubrità dei prodotti fraudolentemente commercializzati. cs pechino

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Last modified:Tuesday 06 June 2023

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Comunicato stampa