COMUNICATO STAMPA
Proseguono le giornate tecniche invernali organizzate dalla Fondazione Edmund Mach che chiamano a raccolta centinaia di agricoltori trentini per fare il punto sulla annata scorsa e prepararsi al meglio ad affrontare la nuova stagione agricola, ormai alle porte. Oggi è stata la volta della 29esima giornata frutticola, svolta in collaborazione con i Consorzi Melinda, La Trentina e APOT, a cui hanno preso parte 250 frutticoltori e operatori del settore.
Focus sugli scopazzi del melo, la cimice asiatica e la gestione economico-finanziaria dell’impresa agricola.
Dopo il saluto di apertura del sostituto direttore generale Maurizio Bottura e con la moderazione di Matteo de Concini è intervenuto Mattia Zaffoni (FEM) sugli scopazzi del melo, la cui presenza nel 2025 in provincia di Trento si è attestata sull’1,52%, dato in linea con i valori elevati degli ultimi anni. Il monitoraggio FEM ha interessato oltre 300 ettari di frutteti per un totale di oltre un milione di piante controllate.
Conoscere i sintomi primaverili della malattia risulta fondamentale per individuare le piante colpite ed estirparle tempestivamente. Per questo motivo Apot nella primavera scorsa Apot ha attivato un’estesa attività di controlli.
Come ha evidenziato Giovanni Dalmaso (FEM e Ufficio fitosanitario PAT) le verifiche sperimentali condotte in due appezzamenti (Mezzocorona e Val di Non) hanno evidenziato un'associazione di oltre il 90% tra sintomatologia primaverile e positività molecolare al fitoplasma, supportandone l'integrazione nei protocolli di monitoraggio precoce. Anticipare l’identificazione e l’estirpo delle piante infette assume ancora più rilievo alla luce dei risultati produttivi. Gli scopazzi non solo determinano riduzioni di resa nei casi più severi (fino al 40–50%), ma induce già in presenza di sintomi lievi uno spostamento significativo verso classi merceologiche inferiori, con una contrazione della classe premium (>80 mm) anche superiore all’80%.
Fondamentale, dunque, l’attività di sorveglianza effettuata dall’Ufficio fitosanitario provinciale. La responsabile Chiara Pelloso ha spiegato che anche con l'avvento del nuovo sistema fitosanitario europeo, che ha visto la deregolamentazione dell’organismo nocivo, l’Ufficio Fitosanitario ha prorogato questa attività raccogliendo le richieste dei vari stakeholder e valutando il monitoraggio territoriale.
Con l'introduzione del Piano scopazzi nel 2022 la Giunta provinciale ha inteso mettere in campo un sistema di sorveglianza attento e puntuale che ha visto nel 2025 un suo aggiornamento per realizzare un maggiore coinvolgimento di tutti i detentori di piante ospiti e una razionalizzazione dei controlli. “La lotta fitosanitaria, laddove attuata con puntualità e attenzione -ha sottolineato Pelloso- , si dimostra in grado di contenere la problematica anche nelle valli a forte vocazione melicola. Tuttavia, per la risoluzione delle criticità dovute a questo e altri patogeni, sarà necessario prevedere una maggiore attività di sperimentazione e ricerca”.
Spazio poi alla gestione dell’impresa agricola e ai suoi riflessi economico-finanziari con Giorgio Dalpiaz (FEM) che ha spiegato come un’attenta gestione della contabilità agraria rappresenti uno strumento fondamentale sia per assumere decisioni consapevoli, superando il tradizionale approccio basato sulle sensazioni e sull'intuizione, sia per comprendere quanto le scelte gestionali possano incidere sulla redditività aziendale. Attraverso l’analisi di dati concreti sono stati confrontati diversi casi studio.
Focus infine sulla cimice asiatica, problematica che interessa la provincia di Trento dal 2019, e ai risultati del progetto SWAT con Serena Chiesa e Loris Chini (FEM). Gli attenti monitoraggi nei frutteti trentini hanno permesso di comprenderne la biologia e il comportamento e grazie alle conoscenze consolidate negli anni è stato possibile contenere efficacemente le popolazioni e limitare i danni ai frutti. “Per essere efficace - hanno precisato gli esperti - la gestione delle cimici deve essere completa e integrare metodi di contenimento agronomici, fitosanitari e di lotta biologica”. Rispetto a quest’ultima, negli anni 2020-2023 un progetto nazionale coordinato dal CREA ha previsto il rilascio del parassitoide alloctono Trissolcus japonicus (vespa samurai) ed i monitoraggi, previsti fino al 2028, hanno evidenziato l’insediamento e l’espansione del parassitoide che contribuisce al controllo delle popolazioni della cimice.
(sc)
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Matteo De Concini
Fotoservizio e Filmato FEM
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