COMUNICATO STAMPA
Una quarantina di varietà di vite tolleranti alle principali patologie fungine, di cui una trentina prodotte dall’attività di miglioramento genetico della FEM e otto particolarmente vocate alla spumantizzazione, sono state al centro oggi alla Fondazione Edmund Mach dell'incontro molto partecipato dedicato ai vitigni PIWI, innovativi e sostenibili.
L’evento, organizzato da CIVIT - Consorzio Innovazione Vite, cui partecipa la FEM, si è articolato su una visita ai vigneti sperimentali di Roverè della Luna e una degustazione guidata di vini sperimentali da uve resistenti prodotte dalla cantina di microvinificazione.
Un centinaio gli operatori del settore, tra viticoltori e tecnici, che hanno preso parte all'iniziativa, che si conferma ogni anno un appuntamento molto atteso e che consente ai viticoltori di conoscere da vicino anche l’attività di miglioramento genetico condotta dal Centro Ricerca e Innovazione FEM.
L’attività di ricerca e sperimentazione sulle varietà PIWI ha portato negli anni scorsi ad iscrivere al Registro Nazionale delle Varietà di Vite quattro nuove selezioni, grazie alla preziosa collaborazione del consorzio CIVIT: Termantis, Nermantis, Charvir e Valnosia. Un’intensa attività di selezione genetica finalizzata alla resistenza, realizzando un piano di incrocio sin dal 1987.
Oggi si producono circa 30 mila semi l’anno suddivisi in più di 100 combinazioni di incrocio. Questa attività permette di selezionare genotipi con caratteri di resistenza verso le diverse malattie (oidio, peronospora, marciume nero, ecc…); per rendere più efficiente la fase di selezione si utilizzano marcatori molecolari associati alle varie resistenze.
In apertura il presidente FEM, Francesco Spagnolli, ha ricordato l'ormai lunga esperienza di S. Michele nel miglioramento genetico della vite, con un primo nome illustre di Rebo Rigotti.
Il Presidente ha ringraziato Marco Stefanini, ricercatore FEM,in pensione da pochi giorni (a lui è subentrata Silvia Vezzulli), a cui va il riconoscimento per aver introdotto l'approccio PIWI nel processo di miglioramento genetico. Ha poi preso la parola il Direttore Generale FEM, Riccardo Velasco, sottolineando l'importanza di poter vedere anche in campo i risultati della sperimentazione condotta a S. Michele. È quindi intervenuto Enrico Giovannini, presidente di CIVIT, per ricordare il percorso che ha condotto alla creazione, nel 2012, di questo consorzio, che vede la collaborazione tra i vivaisti viticoli trentini di AVIT, che ha voluto ringraziare, e la FEM, con le sue attività di ricerca.
Prima di formare i due gruppi, che hanno proseguito alternando una visita in campo con la degustazione di alcuni vini PIWI, è intervenuto Marco Stefanini, presidente di PIWI Italia che ha portato l'attenzione su due aspetti delle viti PIWI di nuova selezione, la sostenibilità ambientale e l’adattamento ai cambiamenti climatici.
L’incontro è stato l’occasione di illustrare il progetto SPUMARES, espressamente dedicato a studiare l’attitudine di uve PIWI per la spumantistica coordinato da CIVIT e il progetto HE GrapeBreed4IPM, che mira a sviluppare varietà di viti con una tolleranza robusta alle principali malattie, adattate alle condizioni ambientali e pedoclimatiche locali.
(sc)