Programma
La Fondazione Edmund Mach ospiterà nei giorni 25-27 marzo 2026 la ventitreesima edizione di “Bacco e Minerva”, l’evento più prestigioso dedicato agli istituti tecnici e professionali agrari italiani, promosso dalla Direzione Generale per gli Ordinamenti Scolastici e la Valutazione del Sistema Nazionale di Istruzione.
“Bacco e Minerva” è una manifestazione itinerante che ogni anno viene ospitata da una scuola diversa, trasformando per alcuni giorni il territorio che la accoglie nella capitale dell’istruzione agraria ed enologica. Non si tratta solo di una competizione, ma di un momento di incontro, confronto e crescita per studenti, docenti ed esperti del settore.
Il nome stesso racchiude il senso profondo dell’iniziativa:
- Bacco (Dionisio), dio del vino, rappresenta la pratica, il prodotto, la passione e la creatività che prendono forma nel calice.
- Minerva (Atena), dea della sapienza, simboleggia la teoria, lo studio, la ricerca e la cultura scientifica.
Il messaggio è chiaro: non esiste grande vino senza grande conoscenza.
La struttura del concorso si articola in due sezioni complementari:
- Concorso Bacco – la sfida dei vini
I vini prodotti dalle aziende agrarie annesse alle scuole vengono valutati da commissioni di esperti attraverso degustazioni tecniche, premiando la qualità frutto del lavoro in vigna e in cantina. - Concorso Minerva – la sfida delle menti
Gli studenti delle classi quarte e quinte presentano un elaborato su un tema comune, mettendo alla prova competenze enologiche e viticole, ma anche capacità di analisi, attualità e cultura generale.
L’edizione di quest’anno guarda al futuro con un focus sui vitigni PIWI, varietà resistenti alle principali malattie fungine. Un tema centrale per la sostenibilità ambientale che valorizza la ricerca, l’innovazione e la preparazione dei futuri enotecnici.
Accanto al vino, “Bacco e Minerva” celebra anche l’altro grande pilastro dell’agricoltura mediterranea: l’olio extravergine di oliva.
Gli istituti presentano le proprie eccellenze olearie, valorizzate sia attraverso analisi chimiche (come il contenuto in polifenoli) sia tramite Panel Test sensoriali, offrendo una panoramica unica sulla biodiversità olivicola italiana e sulle cultivar autoctone.