Sii è svolto il 17 settembre a Cavrasto, nel Bleggio, l’incontro tecnico organizzato dalla Fondazione Edmund Mach in collaborazione con un’azienda agricola locale presso il noceto sperimentale. L’appuntamento è stato dedicato all’andamento della coltura del noce in Trentino e alle principali problematiche agronomiche e fitosanitarie della stagione.
In Trentino la coltivazione specializzata del noce interessa circa 50 ettari, concentrati prevalentemente nelle Giudicarie Esteriori, territorio dalla lunga tradizione nocicola. Tra le principali varietà coltivate figurano Lara, Franquette, Bleggiana e Blegette.
L’annata 2026 è stata caratterizzata da temperature elevate e precipitazioni inferiori alla media recente. Le condizioni meteorologiche hanno contribuito a contenere lo sviluppo di diversi patogeni e parassiti, anche se non sono mancati attacchi di carpocapsa e batteriosi. La scarsità di precipitazioni ha inoltre determinato, in alcuni casi, condizioni di stress idrico, particolarmente rilevanti considerando che circa l’80% della superficie coltivata a noce non dispone di impianti di irrigazione. Le piogge dell’ultimo periodo hanno contribuito a ridurre il deficit idrico estivo e le prospettive per la produzione sono positive: per il 2026 si stima una produzione di circa 40 tonnellate, in aumento del 20% rispetto alle due annate precedenti. La raccolta è prevista a partire dalla fine di settembre e sarà effettuata principalmente mediante scuotitura delle piante, per preservare la qualità dei frutti. Nel corso dell'intero anno la Fondazione Edmund Mach ha affiancato i nocicoltori con attività di supporto tecnico sulla difesa dalle avversità, la concimazione e la gestione agronomica della coltura, attraverso messaggistica tecnica e incontri sul territorio.